venerdì 16 febbraio 2007

Perchè dico no all'Africa

Nel mio post dell'8 febbraio Luca ha lasciato una domanda più che legittima: ''se il Sudafrica riesce a organizzare i mondiali di calcio 2010, perché non potrebbe farcela (anche a livello di budget) per le Olimpiadi nel 2028 o 2032?''. A mio parere, come suggerisce il titolo, la risposta è che nessuna nazione africana attualmente/in breve prospettiva, sia in grado di garantire un'organizzazione olimpica nella misura richiesta dagli standard moderni.
Il perché lo illustrerò, non molto brevemente credo, qui di seguito. Come riferimento per uno standard olimpico di primo livello seguo il bid-book di Salzburg 2014, che potete reperire in inglese e francese a questo link: http://www.salzburg2014.com/en/ourplan_1160.html

Partiamo subito da due considerazioni preliminari:
1. l'esempio portato nel bid-book è di un'Olimpiade Invernale, sicuramente meno difficile da organizzare di una estiva, soprattutto dal punto di vista logistico (3500 atleti anziché 11000, proporzionalmente anche meno dirigenti, allenatori e giornalisti). D'altra parte è difficile pensare a Olimpiadi Invernali in Africa entro il 2030.
2.La sede olimpica 2032 sarà scelta nel 2025, quindi questa è la data obiettivo, 18 anni a partire da oggi.

Ad oggi la nazione africana in grado di fornire maggiori garanzie all'organizzazione di un evento sportivo di grande respiro è proprio il Sudafrica, come sta a dimostrare appunto l'assegnazione del mondiale di calcio 2010; quindi l'ex Paese dell'apartheid, uno dei più ricchi e dei più stabili politicamente, può essere utilizzato come best case nell'analisi.

Un'ultima considerazione prima dei paragoni: il Mondiale di calcio è stato assegnato al Sudafrica nell'ambito di un'ampia e abile manovra di Blatter per consolidare l'universalità del calcio, cioè introdurre una rotazione dei continenti nell'organizzazione. Quindi: Asia 2002, Europa 2006, Africa 2010, America 2014. Finito il giro di consensi Blatter ha immediatamente ripiegato (e l'Inghilterra è favorita per il 2018).
Come è chiaro quindi il Sudafrica organizza il mondiale perché era stato stabilito preventivamente che la sede di gioco fosse il Continente Nero, non in quanto vincitrice di una gara mondiale.

Partendo ora nell'analisi comparata con il bid book vengono subito in evidenza aspetti deficitari in una organizzazione sudafricana. Pur la sicurezza, supposta quindi la capacità di far fronte e prevenire attacchi terroristici, o più semplicemente della potente criminalità locale, al capitolo 6 si parla di finanze, il che si lega indissolubilmente con il problema della stabilità politica.
Per il 2010 infatti il comitato organizzatore ha avuto numerosi incidenti di percorso, fra mancanza di finanziamenti, arretratezza dei lavori e diatribe interne, tali da minacciare addirittura la revoca del mandato per affidarlo con procedura di emergenza alla Germania.
Sarebbe probabilmente strumentale affossare una candidatura per problemi di questo tipo (sarebbe coinvolto qui il comitato olimpico, là la Federcalcio), visto che sono comuni anche in Paesi più "sviluppati" (leggasi Italia per i Giochi del Mediterraneo 2009), ma nella testa dei delegati tutto fa brodo. Questa forma di instabilità è a mio vedere solo al terzo posto nella scala dei problemi sudafricani.

Al secondo posto troviamo infatti quello degli impianti sportivi (capitolo 8); per i mondiali 2010 si sta trattando di costruire uno stadio e sistemare gli altri. Lo sforzo per i Giochi sarebbe decisamente superiore visto il grande deficit strutturale. Tutto ciò si lega evidentemente al punto precedente: per superarlo è necessario un enorme sforzo economico che difficilmente il governo sudafricano è in grado di garantire a pieno.

Questa mancanza di garanzie monetarie è però dovuta fondamentalmente al problema principe, spesso trascurato dai meno attenti, ma punto chiave di qualunque aspirazione olimpica: la logistica delle persone e delle merci. Per organizzare una manifestazione del genere non è sufficiente costruire qualche impianto, formare volontari e fissare le gare: è necessario invece una riverifica totale delle infrastrutture di trasporto. Lo sta facendo anche Londra, con pesanti investimenti, pur avendo oltre 10 linee metropolitane, tanto più dovrebbero farlo altre città meno attrezzate.
Questo deficit infrastrutturale credo sia il gap principale che oggi toglie a città dell'emisfero sud (Australia esclusa) la possibilità di competere ad armi pari con le metropoli del Nord. Gli investimenti necessari avrebbero una dimensione economica tanto elevata da rivelarsi insostenibile. Per questo motivo in un post passato indicavo in uno sponsor molto danaroso una delle poche possibilità per ribaltare la situazione.

Lo scenario fin qui delineato è certamente destinato a cambiare nei decenni a venire, o almeno lo spero, ma credo allo stesso tempo che 18 anni sia un lasso di tempo troppo limitato.
Detto questo, da qui al 2032 è possibile che una città africana possa divenire sede olimpica, ma a mio modo di vedere, nonostante i ripetuti sforzi di Cape Town, per altro lodevoli, può essere solo per precisa scelta politica. Questo d'altra parte potrebbe già avvenire ai Giochi del Coomowealth 2014, dove Abuja (Nigeria) è in gara contro Glasgow e Halifax.

Faccio notare che non sono voluto cadere nei luoghi comuni della sicurezza e della corruzione (tutto il mondo è paese).

Due note per concludere:
a) ai Giochi di Pechino gran parte dei biglietti avrà un prezzo limitato (circa 10 euro) per consentirne l'acquisto anche a larghe fasce della popolazione locale, che ha evidentemente un potere d'acquisto molto più basso del nostro. Iniziativa lodevole: sacrificato l'amore del budget per l'amor patrio.
b) l'obelisco davanti allo stadio Olimpico (in fase di restauro) è stato coperto da un cartellone in cinese del CONI che ricorda l'impegno per i Giochi 2008. Speriamo bene.

3 commenti:

luca ha detto...

perfettamente d'accordo. A differenza dei mondiali che si spalmano su una nazione le Olimpiadi sono tutte in una città, e il carico logistico e organizzativo è molto maggiore

Luca ha detto...

che fine ha fatto il blog? lo hai abbandonato o hai solo poco tempo?

luca ha detto...

davvero non scrivi +?
ma ero l'unico a leggere?